martedì 15 maggio 2007

Aria

Rieccoci a scansare giornate troppo lunghe che dovremmo passare su libri che all'occasione parlano in una lingua sempre più diversa dalla mia e infine sempre più vicina.
Il sole sembra un oblò illuminato che sbircia i miei sforzi d'ignorarlo e la mia stanza resta vuota di parole per riempirsi d'immagini...sono ormai lontana.
Mi sposto nel tempo e nel luogo seguendo il perimetro di progetti che come i sogni hanno la consistenza di interrogativi senza domande.
Concentrazione da ripescare.Rieccomi.
C'è da lavorare e non mi tiro indietro, non mi volto neanche a vedere cosa mi rincorre ed è meglio così, potrebbe sfinirmi ora che ci siamo, ci siamo quasi!
Ad esser precisi ancora non corro ma il mio passo è più veloce e spero nell'aria, che non mi venga meno, fino alla fine, non mi venga meno adesso che mancano pochi respiri e potrò perdere la concentrazione sul bianco e nero dei libri e porla sullo splendore dei toni, delle voci che non sono la mia che rimbalza sulle pareti di questa stanza, porla su nuove faccie, strade mai fatte, profumi acerbi e selvatici, giorni nuovi di zecca.Aria.

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