Pensieri di gioco e giochi di pensiero spezzati come le ali di un sorriso
che non vola in nessun cuore.
Eppure sarebbe facile fermarsi ma la tragedia la dobbiamo sfiorare,
ci deve strisciare attorno languida per poterla deprecare
per poterci dedicare a quello che amiamo per davvero,
per smettere di rimandare.
Sembriamo lepri agili e scattanti ma non siamo che tartarughe intorpidite nei desideri,
sempre gli stessi,
cariche nel nostro carapace di ogni sorta di immagini furenti che rapide si ammassano e divorano la lucidità della coscienza,
e in un attimo il filo del tuo equilibrio si lacera triste e implacabile.
Sei solo nel tuo errore, in mezzo ai tuoi fantasmi.
Un minuto e l'armonia di sempre la sogni come lontana,
come la neve in estate poi ancora altri minuti, molti altri minuti,
quelli che possono starci in tre o quattro giorni e ti senti di nuovo tu
ma qualcosa ti dice che non è così, non sei quella di prima,
esattamente lo sai cosa ma speri resti sepolto sotto la tua pelle di luna
che sembra scoppiare per quel che deve trattenere,
e che non ti dia fastidio,
non più di tanto.
Una sorta di altro manichino, semplicemente un altro fantasma.
A ciascuno i propri e non è detto che siano solo quelli.
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