Cerco fili rossi da legare a delle immagini che giacciono mute in altri tempi.
Sono io muta e viva e non so fermare discorsi che dalle viscere finiscono su una schermata che lenta mi uccide gli occhi,una volta nuovi.
Non vorrei pensare che ci sono tempi che non torneranno e non sto scegliendo io la mia combustione.Non vorrei provare a parlare e a sentire l'incertezza di giorni passati chiusi in casa.
Non vorrei credere di essere un animale più unico che raro che a me non importa niente di essere speciale ad un prezzo tanto alto quanto il mio preziosissimo tempo...ditemi un po': quante vite credete che abbiamo?Quante ore credete di poter buttare senza rimpiangerle,un giorno?
Il fatto è che io odio perdere le cose!Profondamente.Odio sentire così tanto mio qualcosa da poi perdere il senno anche se si tratta di una fottutissima matita che perde la sua essenza.
Ciò che intendo per "mio" è una condizione dell'animo,è una sensazione che non ha nulla a che fare con il mero possesso materiale...è un qualcosa di più profondo,di più lacerante che non ritrovarsi per le mani qualcosa ma forse parlo come una mendicante che non ha nulla per se ed ogni cosa che trova la nasconde nel petto.La tiene stretta a se.Forse che non riesco a non pensare di non far parte del fantomatico ClubDeiBeati e che così è persempre,stasera.
Meglio chiudere ogni via d'uscita oppure ogni cosa salterà fuori come un fiume di fiele che non riconoscerò domani.
Dovrò essere di un bipolarismo instabile!Ahahah...più instabile dell'instabilità!
Mi chiedo se si può!
Nessun commento:
Posta un commento