E' da un po' che non scrivo ed è da un po' che fatico a non volare.
Di una fatica dannata..non lo posso evitare.
Nessun' àncora mi tiene al mare che non m'appartiene se non in solitudine.
Che vuoi che faccia?
So solo volare.Abbandono tutto..persino me stessa e mi perdo nell'aria.
Mi perdo in pensieri fatti di aria.Non mi conducono da nessuna parte eppure li lascio fare.C'è altro che potrei fare?
Ho una canzone nel cuore che non so udire.Sono tante note pulite che seguono scale invisibili e arrivano agli occhi.Occhi di fiume.
Dondolando sulla mia testa resto a guardare l'aria e di essa mi nutro.Ne sento tutto il dolore.Il mio.tutto il mio dolore di saperla inaccessibile,inafferrabile.
E'come avere le istruzioni di un gioco che non m'apparterrà mai.Un gioco a cui non posso giocare.
Scenderò da questa nuvola e cadrò in un fiume in piena..quando?
Quando meno me lo aspetto.
Ma restare qui,restare ad aspettare quel che non mi aspetto è il paradosso che mi devono risolvere.Si,qualcuno lo deve fare..se no finisce che io torno li,torno li a pensare che poteva accadere e può ancora,finchè c'è una mail che s'illumina dalla mia casella,finchè c'è quel nome a lampeggiare 'stardo,quando meno me lo aspetto..
Cosa pensare?
Se una falena mi bacia il braccio mentre faccio le valige?
Cosa pensare se sono forse già entrata in un gioco che mi liscia i nervi lasciandoli diventare tesi e vibranti come il mio futuro?Cosa bisogna fare quando si è così categoriche e così pronte a lasciarsi diventare un'accozzaglia di fragole peste e lasciarsi bruciare di limone e zucchero e ghiaccio e sole?
Tornami respiro e riprenditi il pensiero.
Non voglio restare qui abbandonata da me che volo senza meta.
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