domenica 1 aprile 2007

Continuo a sfilacciare.
Distacco con decennale pazienza, ad uno ad uno, ogni mio filamento come fossero capelli di bambole ma sporchi di sangue e polvere.Sporchi di colpe e sensi affogati nel pudore.
Assoluto disprezzo per tutto ciò che si finge innocente o semplice o buono.
Non c'è odio che tenga di fronte al mio verso il falso abitudinario.
I miei occhi bruciano e continuano a fissare persi, la mia macabra minuziosa opera e intanto mi accorgo di non saper ne ridere ne sorridere...di aver dimenticato come si fa.Spalanco la bocca,emetto un suono e non sento alcuna differenza da quando poco prima di stanchezza sbadigliavo o di rabbia urlavo.
Questo dovrebbe essere il MIO momento,dovrebbe essere il MIO tempo e invece resto giocata da stupide costrizioni e come una palla rimbalzo da una parete all'altra incapace di districare i fili dei pensieri,mi sono persa nei nodi di capelli che tengo per le mani ma che non sono i miei.Tiro ma non succede niente..dovrei concentrarmi su qualcos'altro che non sia l'egoismo degli altri o resterò immobile,maledettamente immobile...ANCORA immobile.
Uscire da queste sabbie mobili sembra lontano come l'Asia eppure a portata di mano.
Ci arriverei con una carovana o anche a dorso d'asino come un viaggio descritto da Stevenson,solo che lui parla di Francia mentre io parlo dell'Impero giallo..delle risaie e di lune nuove,di fiumi e canne alte,di silenzi e ninfee acquatiche,di lingue nuove e millenarie,di popolazioni piccole e operose...un esercito di formichine..un esercito che si è industrializzato ma pur sempre un esercito di formiche,diable!
Un pensiero questo che basta ad acquietarmi i sensi e a darmi un imput.Qualcosa si è smosso.L'occhio bruciante ha avuto un impercettibile accenno d'apertura.
Qualcosa ha smesso di trasalire e qualcos'altro ha iniziato a spalancarsi..forse il cielo,
il cielo s'è squarciato in due e mi mostra l'infinito,l'ignoto e una grande pace.
Devo rinsavire e giocare,mischiarmi in nuovi colori e nuove forme,devo impregnarmi i polmoni di nuovi odori e devo uscire,fermare la gente che passa senza alzare lo sguardo.Devo entrare in nuovi corpi,devo muovermi come uno spirito e entrare in nuovi cuori come un balsamo di quiete.Devo uscire e mischiarmi...solo così posso rotrovarmi e capire questo stupido,stupido pesce d'aprile.

Nessun commento: