Eppure sentire il tempo di un altro tramonto.
La schiena duole tirata dai nervi che come corde di violino si attaccano alle spalle.
La notte non avrà mai ragione e il giorno continuerà a sorridere a chiunque.
Chiunque tranne me.Tranne me e quelli che la nostalgia proprio non la sanno zittire.
Nostalgia di mondi e tempi solo immaginati.
Il trucco cola da un viso morbido e sconvolto.
La pelle brucia al tocco dell'amore.L'acqua batte lasciva sul corpo inesplorato.
Magnifico sogno del primo uomo che arrivò sulla luna,isola vergine che attende da tempo immemore.
Ho una rosa in testa e un viaggio sentimentale in bocca.
Ho gli occhi di fuoco e le labbra protese,liquide.
In tasca sassolini che raccolgo sul cammino, alcuni non pesano e sono preziosi, altri mi tengono a terra e mi lasciano ardui respiri,sogni fatti d'acqua e labbra rosse.
Nelle notti brevi e buie due occhi neri e spalle forti.
La luna s'incarna e i sospiri lasciano il posto a giornate passate fuori.
Piacevolmente fuori,tra noia e quattro risa,confessioni involute e auguri scontati.
Tutto si svende e la mente resta piena,le spalle restano stanche e l'estate lontana.
Il disgusto per certi affari provoca nausea e rimbalza tra stomaco e palato senza avviso ne sosta.Le dita spezzate da desideri irrisolti sfuggono a schiaffi trattenuti dal comune buon senso che di buono ha ormai ancora ben poco.
I sogni saranno mai l'unico rifugio?Resteranno l'ultima spiaggia o la prima e più raggiungibile?
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