lunedì 2 aprile 2007

Eppure sentire il tempo di un altro tramonto.
La schiena duole tirata dai nervi che come corde di violino si attaccano alle spalle.
La notte non avrà mai ragione e il giorno continuerà a sorridere a chiunque.
Chiunque tranne me.Tranne me e quelli che la nostalgia proprio non la sanno zittire.
Nostalgia di mondi e tempi solo immaginati.
Il trucco cola da un viso morbido e sconvolto.
La pelle brucia al tocco dell'amore.L'acqua batte lasciva sul corpo inesplorato.
Magnifico sogno del primo uomo che arrivò sulla luna,isola vergine che attende da tempo immemore.
Ho una rosa in testa e un viaggio sentimentale in bocca.
Ho gli occhi di fuoco e le labbra protese,liquide.
In tasca sassolini che raccolgo sul cammino, alcuni non pesano e sono preziosi, altri mi tengono a terra e mi lasciano ardui respiri,sogni fatti d'acqua e labbra rosse.
Nelle notti brevi e buie due occhi neri e spalle forti.
La luna s'incarna e i sospiri lasciano il posto a giornate passate fuori.
Piacevolmente fuori,tra noia e quattro risa,confessioni involute e auguri scontati.
Tutto si svende e la mente resta piena,le spalle restano stanche e l'estate lontana.
Il disgusto per certi affari provoca nausea e rimbalza tra stomaco e palato senza avviso ne sosta.Le dita spezzate da desideri irrisolti sfuggono a schiaffi trattenuti dal comune buon senso che di buono ha ormai ancora ben poco.
I sogni saranno mai l'unico rifugio?Resteranno l'ultima spiaggia o la prima e più raggiungibile?

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