Il sacro serve. Serve a dare la dimensione e la misura dell’umano. E’ vedendo dei riti sacri che mi si ridimensiona ogni problema. Ognuno sceglie i propri riti ma tutti dovrebbero averne perché è solo così che è possibile in ogni individuo la convivenza della considerazione perpetua di fragilità e grandezza umana. Solo così si spiega l’opposizione al sacro. Conosci il bianco perché hai idea del nero ergo conosci l’umano perché hai idea del sacro ma senza dimenticare che è dall’umano che si parte. Si comincia sempre da quello che si ha per arrivare a quello che non si ha e quindi ritornare. E’ l’umano a concepire il sacro e dovrebbe farlo nella misura in cui “serve”ad uno scopo,possibilmente nobile come il ritorno all’umanità perduta e alla reciproca considerazione in virtù della medesima sostanza.
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E poi non mi venite a dire che sogno quando vedo cose strane che se mi rimetto a postare è perché l’ho capito cosa volevano dire le colombe. E la falena già comprovata messaggera non s’è smentita. E non mi ha smentito. Dovevo dire la verità quando dissi che sei una farfalla. Non sapevo mica quanto potessi aver ragione a riguardo!Ora resta da spiegare la mia schiena. Resta da spiegare queste corde di violino che sono i miei nervi appesantiti all’improvviso. Che non sono lacrime è cosa più che sicura,credo che per questa situazione le ho finite con sommessa commozione e riabilitazione. Ieri ho accettato che non ci fosse più nulla da poter fare e oggi va bene. Va bene così. Va bene nonostante tutto. Va bene nonostante io risponda a degli appuntamenti di cui non sapevo nulla e decida secondo il mio istinto di preservazione. Ora che ci penso,non potrebbe andare meglio di così.
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