Certe sere si affilano a farti male anche se ti vuoi bene,se non ti fai discretamente schifo,se sei lontana,se ti sei ripromessa di non farlo più.
Certe sere hanno l'odore stantio dei fiori marci in un camerino buio e pieno di polvere.Lo specchio,il trucco forte,occhi negli occhi a cercar se stessi mentre un violino continua solitario la sua sonata.
Giri in tondo ingannandoti a guardare altre direzioni e quando ti fermi a dirtelo già non è più così.La filastrocca che canti distratta la dimentichi.
Ti fermi e già non sei più nel circolo.
Certe sere ti faranno male ogni volta che glielo permetti ma dipenderà da te non insistere.Dipenderà da te non abbracciare la notte le cui stelle sono chiodi.Strappa il firmamento,fanne pezzi di carta da zucchero e torna a guardare quello che hai.Prova a plasmare le cose con energie diverse che tante volte è solo una questione di energie.Cambiarne il polo e prenderle a calci comunque.A calci forte,senza riserve.
Capelli così lunghi e così inutili!Non riescono a legare nessuno dei pensieri migliori nella spire di fuoco che continua a crescermi in testa.Tagliarli.Tagliarli presto e di netto.
Rimaneggiare il passato è opera da disinnescatori.
Anche uno stupidissimo passato individuale dovrebbe recare sopra la scritta "maneggiare con cautela"o certe volte anche "fragile"ma forse quest'ultima andrebbe messa sul petto di chi il passato lo indossa,così in scarlatto(!):fragile.
Certe sere andrebbero strozzate con boccate di fumo dritte nel fiato scuro che ti osserva dal vetro di una finestra semiaperta.
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