Mi si chiede uno sforzo, l'ultimo..e devo starci, non ho molta scelta.
E tu da dove sbuchi?
Dico, da dove?Dalla mia sempiterna voglia di perdermi o dal cilindro di quel mago burlone che non aspetta a sorprenderti tirandoti su un piccolo amore?
Una piccola croce di deliziosa rifinitura che andrà a conficcarsi nelle carni bianche di chi continua a vivere la notte per sfuggire al giorno marcio.
Che cos'è questo paese? Che diavolo si continua a fare sostenendo nella più che palese sindrome di Stoccolma quelli che degli altri non hanno ne considerazione ne pietà?
Si può essere così innamorati del boia che sta per ucciderci?
..e mi sento sciocca anche a chiederlo..io che dovrei saperlo benissimo!
E forse siamo un popolo d'innamorati..di persone violentemente disposte a credere nelle illusioni più assurde pur di non dover avere a che fare con quello schifo chiamato realtà.
Il mio giorno marcio adesso aspetta una chiamata la sera.
La possibilità di una voce che aiuta a ridere e a non crollare sotto righe e righe di scrittura da esaminare,da fare,da dare,da controllare. E se la voce viene a mancare mille altre non riempiono il vuoto.Non segnano l'inizio dei sogni che continuano a non mostrarsi ma stanno li da qualche parte in fila indiana chiedendosi quale viene per prima.
Periodi strani ed il mese è già quello di Giugno.
Ho un gran bisogno di lentezza..di quella che non esasperi, di quella che ti da respiro e concentrazione. Di quella che non ti fa trascurare il sapore del caldo e del vento, del ghiaccio e del sale, del colore sopra la pelle e dei limiti che vacillano.
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